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MENTRE
LA TECNOLOGIA AVANZA, LE TEORIE RELATIVISTICHE VACILLANO
1. La relatività di Einstein non va d'accordo con la meccanica quantistica
La fisica e la cosmologia moderna stanno oggi attraversando una crisi diffusa, a causa delle recenti scoperte, mentre i quesiti fondamentali non ancora risolti, richiedono un modo di pensare che esuli dai canoni o schemi tradizionali. La cosmologia quantistica ha cercato di combinare la visione infinitesimale teorizzata dalla meccanica dei quanti, con quella assai più vasta ed estesa della relatività generale di spazio e tempo formulata da Einstein.
Queste due teorie, mai come ora sembrano prive di relazioni unificanti, poiché le leggi spesso paradossali che governano le particelle subatomiche hanno sostituito il certo con l'incerto, anche se indubbiamente sono stati fatti sensibili progressi. Fintanto che permarrà il contrasto tra relatività e meccanica quantistica, la scienza ufficiale sarà immersa nellincertezza delle precedenti ipotesi, quali la nascita dello spazio tempo con il Big Bang primordiale o la sua morte con i buchi neri, seguite da tutte le altre considerazioni più o meno fantascientifiche, derivate dalla matematica e dalle osservazioni telesatellitari.
2. Una forza misteriosa espande il cosmo in modo opposto al previsto
Scoperta una nuove forza repulsiva o antigravitazionale che farà crollare tutte le attuali teorie relative alle origini dell'Universo, rigidamente vincolate alla forza di gravità universale. A formulare questa sconcertante scoperta scientifica non sono solo gli americani, ma anche gli europei e i russi. Oltre sessant'anni fa, Edwin Hubble, accreditato da tutta la scienza ufficiale, riuscì a dimostrare per primo un grande "Abbaglio scientifico", dal quale risulta un Universo in espansione, con moto rallentato secondo una determinata costante universale.
Ora, mediante il telescopio orbitante che porta il suo stesso nome, la scienza ufficiale prova esattamente il contrario: una forza misteriosa permea gli spazi e si oppone all'attrazione della forza di gravità su scala cosmica. Dalle supernove più lontane, gli scienziati si aspettavano dunque una espansione leggermente meno veloce di quelle più vicine, a causa della forza gravitazionale frenante. Invece si sono accorti esattamente del contrario, e cioè che lespansione tra le galassie non diminuisce con la loro distanza, bensì aumenta. Se dunque larroganza scientifica ammette di sfuggita questo enorme errore, come si fa ad esser certi di tutto il resto? Ora però gli astrofisici cominciano a pensare ad altre realtà finora ufficialmente mai ipotizzate, come la staticità dello spazio universale, dove il suo tutto materiale non può che essere finito, ma anche regolato da preordinate cause motrici, e in ultima analisi forse anche chiuso.
3. Due fotoni danno torto a Einstein
In sintesi ecco come è stato portato a termine l'esperimento dei due fotoni gemelli, eseguito recentemente presso l'università di Ginevra.
Un fotone di luce emesso da un laser attraversa un cristallo di Nobio e Ossigeno, scomponendosi in altri due fotoni perfettamente uguali tra loro, ognuno dei quali percorrente un proprio cavo in fibra ottica simile ma distinto dallaltro, fino a trovarsi ad una distanza reciproca di 10 km., per poi incontrare uno specchio semiriflettente, con proprietà fisiche opposte.Dallesperimento si è riscontrato un aspetto enigmatico non ancora risolto, che lascia molto a pensare. Infatti entrambi i fotoni possono essere casualmente e contemporaneamente riflessi o proseguire per poi incontrare un rivelatore fotonico. Anche se il loro comportamento non segue nessuna regola precisa, essi però reagiscono casualmente e simultaneamente nello stesso modo pur trovandosi a quella distanza tra loro: se un fotone viene riflesso da uno specchio semiriflettente anche l'altro subisce la stessa sorte; se invece prosegue verso il rivelatore anche l'altro prosegue verso il proprio rivelatore. Si deve tenere presente che una eventuale interazione tra i due fotoni, dovrebbe attualizzarsi ad una velocità superiore a quella della luce, invalidando però il principio fondamentale della relatività ristretta di Einstein.
Secondo l'ipotesi della presente teoria della cosmomodulazione universale della materia, poiché i due identici fotoni e i due specchi riflettenti sono sottoposti ad una comune causa dinamica ordinante esterna, si trovano anche nelle stesse condizioni fisiche, poiché il loro stato proviene dalla stessa causa cosmomodulante : è come se i fenomeni riscontrati fossero vincolati ad una stessa corda movente. In tal modo questo incredibile esperimento viene sostanzialmente chiarito, però sotto una diversa luce, o meglio concezione.
4. Il misterioso potere delle piramidi conduce a nuove concezioni dell'universo
Le molteplici ricerche effettuate sull'energia astrale riscontrabile nelle piramidi presenti in diversi continenti, hanno stabilito in modo inoppugnabile, che gli effetti rilevabili su campioni posti nel loro interno sono sostanzialmente diversi da quelli che si osservano su gli stessi campioni posti al di fuori di esse. Attraverso non pochi esperimenti ripetuti più volte, si è potuto così dimostrare che lo spazio interno della Grande Piramide (ciò vale anche per i suoi modelli similari) ha il potere di convogliare, o meglio di attivare una forma di energia sconosciuta, in grado di produrre particolari fenomeni positivi psico - bio - fisici come l'alterazione positiva della psiche umana, ma anche il potenziamento germinativo dei semi, la disidratazione e conservazione degli alimenti, l'affilatura di lame, ecc.
La piramide, pur essendo un oggetto fisico, a causa degli effetti indotti sui corpi in essa contenuti, sembra quasi voler confermare, o meglio svelare il grande mistero dell'Universo, che avvolge e regge dinamicamente la materia, enunciato appunto nella presente teoria metafisica della materia, peraltro espandibile anche alle leggi biomodulanti delle molteplici forme di vita. Ecco allora che risulta chiaro come la piramide, con la sua forma appuntita, possa modificare la densità del cosmoplasma traslante, quindi indirettamente anche le cosmofrequenze modulatrici della materia, che così assumono un nuovo stato, con quegli aspetti più o meno divinatori o fantascientifici.
5. I neutrini, diversamente da quanto finora ipotizzato, hanno la stessa massa
I neutrini, diversamente dalle ipotesi scientifiche finora sostenute, hanno una massa. Essi sono distribuiti uniformemente in tutto luniverso, che in seguito a tale scoperta dovrebbe essere chiuso, quindi circoscritto da un limite insuperabile. Quale può essere allora lo scopo di queste particelle infinitesimali, se non la loro riaggregazione in altra materia ancora?
6. Una misteriosa forza rallenta la velocità delle sonde lanciate nello spazio
Nellanno 1980 due veicoli spaziali, il Pioner 10 e il Pioner 11, dopo aver raggiunto il pianeta Saturno, proseguirono la loro tragitto verso i confini del sistema solare. In diciotto anni di percorso le due sonde hanno inviato un enorme quantità di dati, che potrebbero però mettere in crisi la fisica moderna. I dati raccolti durante questo tempo non corrispondono proprio a quanto ipotizzato : i due satelliti risultano frenati da una misteriosa forza presente nelluniverso, non ipotizzata dalle teorie relativistiche.
Ciò ha riacceso una discussione che si credeva terminata: esiste la quinta forza della natura aggiunta alle altre quattro già note (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare debole, nucleare forte) ?
E qui si tira in ballo la polvere spaziale, gli eventuali errori di rilievo o di sottovalutazione di determinate grandezze fisiche ecc.La realtà però è una sola : il vuoto assoluto ipotizzato da Einstein non esiste. Quindi la materia spaziale è immersa in un fluido cosmico, che in questo caso risulta frenante. Pertanto, venendo a mancare lunico valore assoluto sul quale si regge la relatività, questa perde di validità, anche se una grande schiera agguerrita di scienziati è pronta a difenderla con ogni mezzo a loro disposizione, pur di non perdere quei privilegi ottenuti dalla ricerca sperimentale.
7. Gli esperimenti del CERN smentiscono Einstein : il tempo non torna indietro
Dagli esperimenti eseguiti recentemente dai ricercatori dellIllinois e del CERN, si è dimostrato definitivamente che il tempo non può ritornare indietro, quindi la controversa teoria della relatività di Einstein ha mostrato ancora una volta la sua essenza esaltata, o meglio divinizzata fino allinverosimile. Lipotesi su cui si regge la reversibilità del tempo si basa sulla reversibilità delle particelle subatomiche secondo lipotetico principio della parità, per cui quando si crea una particella infinitesimale di materia, se ne crea anche unaltra di carica elettrica opposta.
Secondo la teoria del Big Bang, con la nascita della materia è nata anche lantimateria, dalla quale avrebbe avuto origine un antiuniverso simmetrico ed opposto al nostro, che si riscalda contraendosi, invece di espandersi e raffreddarsi. Misurando le oscillazioni di certe particelle denominate kaoni, mediante lacceleratore del CERN si è provato che partendo dagli antikaoni dellantimateria, si producono più kaoni di quanti antikaoni si ottengano dai kaoni.
Si è stabilito così che carica elettrica, parità e tempo intervengono in ogni trsformazione delle particelle, cioè che il tempo non è una semplice funzione, bensì una delle tre fondamentali coordinate necessarie per ogni fenomeno.