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COME NASCONO LE FORZE GRAVITAZIONALI, ELETTRICHE, MAGNETICHE, NUCLEARI


Gli stessi effetti dinamici sono sempre posti in atto dalla stessa potenza,  risultanti da interazione di due cause tra loro antagoniste. Ogni causa produce sempre un effetto ad essa dipendente, destinato ad estinguersi al cessare della sua potenza attiva. Tale affermazione è evidente nell’ordine della regolarità osservabile nei processi naturali, dove vediamo che i medesimi effetti derivano in modo certo dalle stesse cause, e che le cause sono ordinate alla realizzazione del proprio fine, perché se così non fosse, gli effetti sarebbero il prodotto del caso, che nulla distingue perché nulla conosce.

In tal modo, ogni causa agente produce un effetto determinato che è il suo: l’ordine universale della materia presuppone conseguentemente l’esistenza attiva di una perfetta intelligenza ordinatrice della materia. Infatti il fine non agisce se non è inteso e non può essere inteso se non esiste in una intelligenza; dunque esiste una intelligenza ed una perfezione suprema, intese come principi della finalità intrinseca al dinamismo dello stesso Universo. Questi concetti si notano chiaramente nei processi di associazione e dissociazione espandente della materia, tramite forze operanti in tal senso.    

In tutto l’Universo, gli aggregati semplici o complessi di materia, sono sottoposti ad una causa che tende a disporli attorno al proprio centro, mediante l’azione ordinatrice presente nello stesso mezzo agente nel quale sono immersi. Quindi, per logica indotta, l’Universo si conforma in modo finito e simmetrico, dovendo possedere anch’esso un centro.

Le forze di attrazione e repulsione tra le varie particelle modulari, tra loro interagenti, si sviluppano  tramite le cosmofrequenze modulanti, operanti sui cosmomoduli stessi mediante il cosmoplasma. Due cosmomoduli, aventi la stessa massa, che interagiscono tra loro, vibrando nello stesso fluido con le stesse cosmofrequenze risonanti e relative fasi, producono onde per scorrimento relativo,  che raggiungono nello stesso tempo e nella stessa posizione gli stessi valori massimi di compressione, in grado di creare, a determinate condizioni, un effetto repulsivo tra loro. Se invece questi ultimi hanno masse tra loro adeguatamente diverse,  anche le loro frequenze risonanti e le loro fasi lo saranno.    

Allora, se in un certo istante ed in un determinato punto un cosmomodulo produce un’onda compressa, mentre l’altro genera un’onda depressa, questa volta si potrebbe ottenere un effetto attrattivo tra gli stessi, poiché il cosmoplasma, e con esso i cosmomoduli, traslano dalla pressione più alta verso quella più bassa. Quindi due cosmomoduli, vibranti ed interagenti tra loro, possono respingersi quando possiedono la stessa massa, ed attrarsi quando le loro masse sono diverse tra loro.    

Secondo la presente teoria, le forze agenti nella materia potrebbero essere così definite:    

Forza premente:  
È l’immensa forza esercitata dal cosmoplasma sulla bolla depressa prodotta dalla pulsazione rotosferica del cosmomodulo risonante. Il suo valore è quantificato dall'equazione:

Nasce dalla potente e tumultuosa interazione ravvicinata presente tra cosmomoduli e cosmoplasma.         

Forze interagenti:     
Sono tutte quelle forze che nascono, direttamente o indirettamente, dalle interazioni tra i vari cosmomoduli risonanti nel cosmoplasma.

Tali forze, generate dall’effetto CosmoMagnus, assumono un valore scalare dipendente dal quadrato della distanza delle orbite dei vortici interagenti dai loro centri di rivoluzione.    
La prima di queste forze è gravitazionale; la seconda è elettromagnetica, esterna all’atomo; la terza è ancora elettromagnetica ma interna all’atomo.    
Queste forze svolgono diverse funzioni: per aggregare la materia;  conservare l’energia; equilibrare la struttura della materia;  ecc. Sono sottoposte alla stessa legge fisica già  nota:

f =k (Q1.Q2) / r²