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TEOREMA DELLA GRAVITAZIONE UNIVERSALE COSMO-CICLO-CENTRICA


1. L'Universo è chiuso, sferico, quindi con un centro.

2. "COSMO-GRAVITANZA": LA MATERIA ASTRALE SI MUOVE DAL CENTRO DELL’UNIVERSO CHIUSO ALLA SUA PERIFERIA IN FASE DI ACCRESCIMENTO COMPLETO, SEGUITO PRIMA DAL SUO DECRESCIMENTO, QUINDI DALLA SUA COMPLETA SCISSIONE VERSO LA SUA ESTREMA PERIFERIA, CHE POI RIPRENDERA’ TALE CICLO MEDIANTE TRASLAZIONE INVERSA VERSO IL CENTRO DELL’UNIVERSO.
Gli astri dell’Universo chiuso rinascono ciclicamente in una zona ristretta e delimitata attorno al proprio centro. Poi crescono verso la sua periferia in una zona delimitata, per poi decrescere nella successiva zona contigua e delimitata, verso la sua estrema periferia, quindi collassare disgregandosi completamente nella sua fascia periferica estrema. La materia così completamente scissa viene mossa verso il centro dell’Universo, per poi ripetere il suddetto ciclo.

3. Mediamente, la quantità di materia in fase di aggregazione ciclica è equivalente
    alla quantità di materia in fase di disgregazione ciclica.

Quali cause misteriose, peraltro ancora presenti nel nostro universo, hanno frammentato e disperso uniformemente quella materia che prima era riunita dopo la sua creazione e conformazione elementare, per poi riaggregarla ordinatamente secondo una disposizione a livelli scalari, quali : gli ammassi di galassie > le galassie a spirale > le nubi stellari > le giovani stelle centralmente dense > i sistemi binari e multipli di stelle, e così via secondo un ordine scalare, piramidale o centralizzato, in grado di concatenare tra loro, in una relazione funzionale, associativa, equilibrante, distributiva e distanziatrice, i singoli componenti orbitanti della materia astrale e similmente anche quella elementare dell’atomo ?    

Perché le galassie si allontanano con velocità proporzionale alla loro distanza dal punto di osservazione, e non con espansione rallentata nel tempo a causa degli effetti prodotti dalla forza di gravità universale?   
 
L’universo intelligibile, dinamico, delimitato, simmetrico e uniformemente distribuito nella sua sfericità, concepito in una visione trascendentale, quale ultimo fine e primo mezzo necessario all’uomo, non può che essere perennemente variabile, nella ciclicità dei suoi immutabili schemi e nella perfezione delle sue rigide leggi. Esso muove continuamente tutta la sua materia, potenzialmente atta ad occupare ordinatamente una qualunque posizione dello spazio consentito, ma non secondo casualità, bensì ordine. Ma l’ordine materiale, che nasce dall’unità sulla  molteplicità costituente il tutto, esige un centro di riferimento delle oscillazioni periodiche, verso il quale ciclicamente le masse dinamiche interagenti convergono per aggregarsi, o divergono per dissociarsi ed espandersi uniformemente nello lo spazio circostante.    

Questo Universo, chiuso, simmetrico e tridimensionale, si comporta come se fosse immerso in una specie di "rete cosmica" statica ordinatrice della materia sia elementare che aggregata, con maglie multidimensionali di forma cubica.    
Infatti, mentre  il cubo è la forma più simmetrica e perfetta che si possa ottenere dalla geometria statica, la sfera è la forma più perfetta ed equilibrata che si possa ottenere dalla geometria dinamica. Quindi ogni forma reale e percepibile del mondo materiale ha la sua corrispondente forma statica ordinatrice presente nel mondo cosmico; conseguentemente se una particella elementare è associata ad una infinitesima cella cubica, ogni astro è associato ad un cubo enorme.   
 
Conseguentemente la materia fluidica e modulare è ordinata secondo due modelli geometrici concepiti in un unico sistema globale: a geometria statica o causa energetica configurata in forma cubica; a geometria dinamica o effetto materiale conformato in forma sferica. La quantificazione dei fenomeni appartenenti alla geometria dinamica richiede lo studio delle serie di Fibonacci e Fourier.    
Gli effetti dinamici multifrequenziali  cosmo Magnus,  interagenti tra i vari aggregati di materia stellare, producono così alcuni fenomeni ed eventi  ciclici.    

L’evento invertitore del moto radiale è un evento ordinatore che viene raggiunto quando l’entità di accrescimento degli ammassi stellari, in fase di avvicinamento al cosmocentro, raggiunge un determinato valore.    
Tali ammassi traslano attorno al cosmocentro universale, sia con moto rotosferico a velocità angolare costante, sia con moto radiale convergente, fino al verificarsi dell’evento "invertitore del moto", dopo del quale le masse acquistano velocità verso l’estrema periferia dell’universo, fino al ripetersi dell’evento "scindente".    

L’evento scindente è un evento ordinatore che viene raggiunto quando l’entità della velocità di fuga degli ammassi stellari, in fase di allontanamento dal cosmocentro, raggiunge un determinato valore. Tali ammassi traslano attorno al cosmocentro universale, sia con moto rotosferico a velocità angolare costante, sia con moto radiale divergente, fino al verificarsi dell’evento "scindente", dopo del quale le masse disgregate vengono nuovamente sospinte verso il cosmocentro, fino al ripetersi dell’evento "invertitore del moto".    

Il  moto degli ammassi astrali, convergente dalla limitosfera  al cosmocentro, o divergente dal cosmocentro alla limitosfera, è prodotto dall’interazione tra le cosmoonde sferiche multifrequenziali supportate dal cosmoplasma, secondo una duplice funzione : la prima è causa di specifiche onde riflesse generate dai singoli ammassi astrali; la secondo è causa interagente tra queste ultime e quelle traslanti, dovute all’effetto fluidico cosmo-Magnus.    

L’evento antigravitazionale dei sistemi massivi è un evento ordinatore che viene raggiunto quando la massa complessiva della materia si trova in condizioni tali, per cui respinge la materia circostante. In tal modo viene regolato sia l’accrescimento delle galassie, sia il loro equilibrio distributivo universale.    

L’evento rotazionale dei sistemi massivi è un evento ordinatore che viene raggiunto quando la massa complessiva della materia si trova in condizioni tali, per cui inizia a ruotare su se stessa.  
In un dato tempo, a causa del fenomeno dell’uniformità distributiva,  la quantità media di materia universale aggregata in uno o più insiemi, che in fase disgregante si espande ruotando attorno al proprio centro, o anche si allontana da un punto di riferimento dopo aver raggiunto determinati limiti strutturali, è sempre equivalente alla stessa quantità media di materia che in fase aggregante si concentra ruotando verso lo stesso centro, o anche si avvicina allo stesso punto di riferimento, per riaggregarsi ordinatamente, periodicamente e diversamente nel tempo.    

La temperatura al centro di ogni aggregato materiale è proporzionale alla quantità di materia posizionata attorno ad esso. Essa è dovuta non ad un evento termico iniziale in via di raffreddamento, bensì ad un effetto riscaldante permanente, prodotto dall’esterno verso il suo interno dagli effetti di ritorno derivati dalla cosmomodulazione universale della materia. Ne deriva che la quantità di energia ordinante che entra nella materia, oltre ad essere sempre costante in ogni sua trasformazione, è anche equivalente alla stessa quantità di energia disordinata che da essa si irradia verso l’esterno, parzialmente sotto forma di calore: è come dire che ad ogni ordine materiale corrisponde sempre un disordine uguale e contrario.

Quindi tutti i sistemi astrali mantengono una temperatura costante, perlomeno finché la loro massa complessiva, gravitante attorno al suo centro, non subisce qualche modificazione. Quando detto nega risolutamente il big bang primordiale.   
In tal modo, la velocità di un aggregato stellare traslante con moto rotosferico, sia su un orbita più interna che più esterna rispetto al punto di osservazione, risulta essere relativamente tanto maggiore quanto maggiore risulta la differenza tra il raggio dell’orbita del punto osservatore e quella della galassia osservata. Conseguentemente l’universo ci appare relativamente in perenne espansione con moto accelerato, proporzionato alla distanza dei sistemi stellari rispetto il punto di osservazione.