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IL PRINCIPIO
DELLA PROPULSIONE UFO DERIVA DALLE INTERAZIONI FLUIDICHE MAGNUS
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Si consideri una ipotetica microsfera costituita da un intenso flusso magnetico ruotante ad altissima velocità. Durante la sua rotazione essa trascina con se un sottile strato di cosmoplasma, che a sua volta ne trascinerà un altro ancora, con intensità scalare e così via. Attorno alla sfera magnetica si formano così tanti filetti circolari ruotanti ed espandenti dallo stesso centro.
Supponiamo ora che questa venga investita dalle onde cosmomodulanti in arrivo. Dall’esame dei moti di rotazione della sfera magnetica e di traslazione delle onde cosmomodulanti si intuisce chiaramente il fenomeno della cosmopropulsione. Infatti mentre nella parte superiore della sfera magnetica le linee di cosmoplasma si concentrano con un incremento della loro velocità, nella parte inferiore invece si diradano allontanandosi tra loro, mentre la loro intensità tende a calare.
Conseguentemente sulla sfera nasce una forza portante perpendicolare alla direzione di avanzamento delle onde cosmomodulanti. Il fenomeno noto come effetto Magnus, dal nome del fisico tedesco che riuscì a spiegarlo oltre un secolo fa, si osserva anche sulle palle da tennis "tagliate".
La forza portante che sostiene un ipotetico UFO, a forma di piatto rovesciato, nasce similmente dallo stesso principio propulsivo. Infatti il disco è conformato in modo tale da infittire le linee del cosmoplasma modulante in arrivo sulla sua parte superiore, e distanziare quelle dello stesso cosmoplasma che lambisce la parte inferiore del disco. Quindi sulle ali del veicolo spaziale nasce una spinta cosmodinamica verso l’alto.Occorre tenere presente che mentre nelle applicazioni aerodinamiche attuali è il mezzo meccanico che relativamente si muove, interagendo con un determinato fluido nel quale si trova immerso, generalmente l’aria, nelle applicazioni cosmodinamiche future saranno le onde cosmomodulanti a dirigersi verso il cosmomobile fermo, con evidente vantaggio. Però tale vantaggio viene controbilanciato da un grosso inconveniente che dovrà essere superato, consistente nella penetrabilità delle onde cosmomodulanti in ogni struttura materiale, impedendo così le interazioni dinamiche di natura portante.
Si dovranno quindi sperimentare sistemi, orientamenti e modelli collegati a superconduttori e ad altissime frequenze elettromagnetiche, in grado di produrre effetti parzialmente schermanti rispetto le onde cosmiche in arrivo. In tal modo potrebbe svilupparsi una elevata forza portante su dispositivi modellati da particolari curve geometriche, in grado di differenziare, da superficie a superficie, il percorso del cosmoplasma mosso dalle cosmofrequenze, per ottenere così un effetto portante simile a quello prodotto dall’aria sulle ali degli uccelli o degli aerei (Effetto Cosmo Magnus).
Lo stesso effetto schermante, potrebbe essere ottenuto tramite una particolare superficie ricoprente, avente una struttura reticolare costituita da innumerevoli celle tridimensionali generatrici di flussi, conformati come microsfere magnetiche rotanti ad altissima velocità.Ma la scienza ufficiale sarà disposta ad accogliere e sperimentare queste ipotesi innovative o meglio fantascientifiche, dopo aver ammesso errori dovuti a concezioni errate, insite nella relatività di Einstein e nell’indeterminatezza probabilistica della meccanica quantistica?
E il mondo del lavoro vorrà cambiare così drasticamente il suo sistema organizzativo e produttivo, con tutte le conseguenze che questo nuovo tipo di motore comporterebbe?